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E come regalo di Natale...intervista alla mitica ZigZagMOM!!!

25 Dicembre 2016
E come regalo di Natale...intervista alla mitica ZigZagMOM!!!
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E prima della mezzanotte vi facciamo un regalo anche noi...
Babbo Natale ci ha portato...l'intervista alla nostra ZigZagMOM!!!
Buona lettura (rigorosamente con copertina rossa, tazza di tisana bollente e bimbi a letto)!
        

Cara ZigZagMOM,

finalmente possiamo intervistare anche te e farti entrare con immenso piacere nel nostro spazio LAM!
Avremmo un sacco di domande da porti, visto che nel tuo life-style blog (per quei pochi che ancora non avessero avuto il piacere di leggerlo andate qui: www.zigzagmom.com!) tratti di moltissimi argomenti, spaziando dai trend del momento nel mondo dell’infanzia a riflessioni sulla vita da genitore, su come viaggiare con i bimbi e soprattutto come cercare di vivere a pieno e senza tante ansie il nostro ruolo di mamme e papà!
Essendo però capitata tra gli intervistati “natalizi”, ovvero quelli che si collocano nei pochi giorni dall’arrivo imminente di Babbo Natale (che, come scrivi in uno dei tuoi ultimi articoli, ovviamente noi aspettiamo credendoci fino in fondo!), ti toccherà rispondere ad alcuni quesiti proprio su questo periodo dell’anno.
Tenendo presente che LAM! ruota attorno al mondo del gioco, ci vogliamo focalizzare con te su questo aspetto della vita del bambino e dei suoi genitori.
         
 3…2…1…VIA!
         

  • Sotto le feste di Natale il mercato del giocattolo ha in assoluto il suo picco massimo di vendite. I mezzi di comunicazione continuano in loop a mandare messaggi (nemmeno tanto) subliminali di potenziali acquisti ai nostri piccoli e non vi è cartone animato che non sia interrotto da almeno una dozzina di pubblicità. Qual è la tua opinione su questo tipo di approccio comunicativo verso l’infanzia? Fino a che età secondo te un bambino è effettivamente condizionato dalla scelta del giocattolo che viene proposto dalla televisione e quando invece inizia a seguire i suoi gusti e le sue preferenze, domandando oggetti che siano ricollegabili a una sua personale passione o a un reale desiderio?

 Credo che i bambini siano sempre influenzati dalla televisione nella scelta dei giocattoli e credo però anche che fin da molto piccoli possano scegliere secondo le proprie personali passioni, se vengono stimolati a riconoscerle ed avere il desiderio di svilupparle
 
 
  • Molti dei prodotti in commercio sono di fatto giocattoli che seguono la dinamica del licensing. Spesso un personaggio cattura così tanto l’attenzione dei bambini che l’oggetto scelto assume valore solo perché vi è quel determinato cartoon rappresentato sopra, senza badare all’attività ludica che quel giocattolo dovrebbe stimolare. Sei favorevole ai messaggi pubblicitari  che vengono inseriti tra un cartone e l’altro? Ti capita mai di fare caso alla qualità dell’offerta di gioco che viene proposta ai bambini? Ritieni che sia adeguata al loro sviluppo e alla loro crescita o alla socializzazione con i coetanei? Nella tua esperienza, avendo iniziato usando la piattaforma di ZigzagMom come “strumento di marketing” come lo hai definito nella tua sezione “About”, non ritieni più opportuno che appunto il marketing venga filtrato dal genitore e non imposto al bambino?
 Io credo si debbano fornire sempre gli strumenti al bambino per imparare a riconoscere il gioco utile da quello che è un semplice diversivo. Penso tutti abbiano potuto provare di persona come il gioco che richiede poca interazione, quello dove, per intenderci, tutto e già fatto, stanchi presto il bambino e come invece quello che gli consente di creare, lo appassioni a lungo. Mia figlia ogni tanto recupera giochi di quando aveva tre anni anche ora che ne ha sette e ci sono giochi costruttivi che sono trasversali a tutte le età.
Certo più un bambino è esposto alla TV, senza filtri nè orari, più è facile che venga bombardato dalle pubblicità (TV, merendine, abbigliamento,... i bambini sono prede facilmente impressionabili). Più un bambino conosce il piacere del gioco, del creare (e intendo di tutto, dal fare una torta al riparare la ruota della bicicletta) ed anche dell'oziare con la testa tra le nuvole, meno sente il desiderio di spaparanzarsi per ore davanti alla TV.  E poi penso che imparare a rispondere con ironia a richieste assurde funzioni. "Ah, vuoi l'automobilina di X, di cui mi hai chiesto il travestimento la settimana scorsa e lo zainetto due settimane fa. Forse ti converrebbe andare a vivere con lui".

  • Gestendo svariate piattaforme, hai sicuramente avuto modo di entrare in contatto con moltissimi genitori. Qualcuno di loro ti ha mai chiesto consigli su un regalo per i propri figli? O, più in generale, tu con quali criteri consiglieresti un giocattolo a parenti o amici (diciamo per un bimbo a partire dall’età scolare)? Da 1 a 10 quanta informazione c’è tra i genitori sui prodotti corretti per i bambini (a seconda del loro sviluppo) e sempre con la stessa scala di riferimento, quanta pigrizia nello scegliere il top seller del momento :) ?

Mi sa che io uso un po' lo stesso principio qualunque sia l'eta del bambino. Concepisco il gioco come scoperta, quindi per esempio un gioco tattile per un bimbo piccolissimo, diventa un teatrino per mettere in scena le Proprie storie e poi magari un microscopio per osservare il mondo.
Questo non significa che non accondiscendo mai a richieste dei giochi più in del momento, ma le filtro  in funzione di quello che, conoscendo mia figlia, possa davvero interessarla anche mesi dopo averlo ricevuto. Per Natale ho scartato dei regali ma ho detto ok ad un kit per creare con la creta. So che non la stuferà dopo due giorni.

         
  • Si sentono spesso dibattiti sul tema dei videogiochi da regalare a bambini fin dalle scuole primarie. Noi stesse con la nostra attività abbiamo nell’ultimo anno svolto una campagna di sensibilizzazione tra i genitori (#AltoVoltaggio) su una scelta ponderata dei videogame che si danno ai propri figli, puntando sulla scelta di prodotti che non istighino alla violenza o all’utilizzo di droghe e altri atteggiamenti decisamente lontani dal mondo che dovrebbero conoscere dei bambini di 8-10 anni. In realtà abbiamo un aumento esponenziale di giochi che vengono regalati ai bambini che hanno al loro interno contenuti adatti a un PEGI +18 e che invece sono in mano a bimbi di 9 anni. Come mai secondo te? E’ forse più “comodo” lasciare il bambino che si intontisca davanti a un videogame piuttosto che dedicargli del tempo reale  di gioco o piuttosto c’è una certa qual ignoranza sul tema e quindi spesso i genitori che fanno questi regali non sanno esattamente che strumento stanno dando in mano ai loro figli?

Temo ci sia la stessa ignoranza che spesso abbiamo rispetto ai programmi TV che i nostri figli seguono. Non dovremmo fidarci di quel che ci chiedono senza aver prima testato di cosa si tratta. Per esempio mia figlia, che ha sette anni, è molto affascinata dalle serie TV con ragazzini più grandi. Ovvio. Anch'io lo ero. Solo che molte di queste non sono ancora adatte a lei e me ne sono resa conto guardandole insieme e vedendo che effetti producevano. Dobbiamo essere capaci di dire loro no e spiegare perché quel programma, quel gioco o quel videogioco non è utile o è nocivo o davvero poco intelligente. I bambini sono tropo malleabili per lasciarli in balia di messaggi pericolosi. E personalmente abbiamo già così tanta violenza intorno da cui insegnare a difendersi che non vedo la necessità di istigarne altra.


  • Ora…passiamo all’infanzia della nostra ZigZagMOM! Quale giocattolo ricordi con maggiore piacere? Chi te lo ha regalato? Lo possiedi ancora in qualche scatola dei ricordi? Da bambina, avevi modo di trascorrere molto tempo all’aria aperta rispetto ai bimbi di oggi? Quali vantaggi secondo te si possono trarre dal giocare assieme agli altri anziché trincerarsi di fronte a uno schermo o a un gioco solitario in casa?

Io ricordo colori, colori e colori di ogni tipo. Dipingevo su qualsiasi materiale e passavo i pomeriggi a costruire. La mia bibbia era l' enciclopedia dei 15. C' era un volume con i giochi da costruire e a parte un carro armato io credo di aver fatto di tutto, dalla cartapesta alle case di bambole. I ricordi più belli e i giochi con gli altri bambini erano i giochi di ruolo con i travestimenti, quando replicavamo giochi senza frontiere inventandoci prove assurde, quella volta che abbiamo messo in scena un remake di Tarzan e poi il salto del elastico in cortile durante l' intervallo a scuola. Sono crescita in una piccola città con molto verde e tempo a disposizione (uscivamo da scuola alle 12.30 allora!) e credo di aver sempre equamente diviso  il tempo tra il gioco da sola e con gli altri (per il loro dispiacere, visto che mi chiamavano "la capa"). Penso che entrambe le cose siano utili. Sempre stata negata per i videogiochi, invece. Mai andata oltre Tetris.

  • Quanto spazio sappiamo dare noi di oggi genitori a tuo avviso alla cosiddetta “solitudine del bambino”, quella che Winnicott- pediatra e psicoanalista inglese- definiva come “una raffinatissima forma di maturità”? Noti una certa propensione rispetto al passato a colmare i vuoti del tempo dei nostri bambini con mille attività oppure no? Quanto incidono le mode del momento in queste scelte di attività pomeridiane e quanto il reale interesse dei piccoli?

Credo ci siano due aspetti di cui tenere conto: il primo è il desiderio di offrire ai nostri bambini l'opportunità di sperimentare e scoprire cosa gli piace, che sia uno sport, la musica, una lingua... il secondo è il rispetto dei suoi tempi. Che non sono sempre gli stessi e non sono gli stessi per tutti i bambini. Io ho scoperto che mia figlia alterna periodi in cui se le chiedi cosa vuol fare mi risponde "stare a casa a giocare" a quelli in cui mi dice "yoga, chitarra, nuoto, teatro e però vorrei provare anche il judo". Ecco, magari sarebbe bene chiedere anche a loro...

  • Come mamma e come donna decisamente “illuminata”, quanto valore hanno secondo te nella vita di un bambino le esperienze come i viaggi, lo sport, la musica, il teatro o affini? Da che età consigli di iniziare queste avventure? Come si possono trasformare in giochi agli occhi dei più piccoli queste attività?

Enorme, anzi ENORME. Io consiglio di iniziare da subito, che non vuol dire sballottarli in giro sempre, ma scegliere degli spettacoli adatti a loro (noi siamo marionette addicted, per esempio), una attività fisica che li renda più consapevoli del loro corpo ed ogni tipo di svago che loro mostrino di apprezzare. Viaggiare poi dovrebbe essere un must. Non solo salire su un aereo (Cos è salita in aereo a due mesi), ma anche visitare un museo della scienza o andare con una lente ai giardinetti. Chiedere di poter vedere un teatro dietro le quinte o andare a vedere una mostra armati di quadernino e colori per copiare i quadri. Le occasioni per solleticare la curiosità di un bambino sono tantissime! E loro in fondo non domandano altro.
E poi queste sono anche occasioni per noi, per riaprire gli occhi su tutto quello che con il tempo rischia di non destare più stupore.

         
  • Ultima domanda… oltre a quello che tutti desideriamo come genitori, ovvero il bene massimo per i nostri piccoli e la nostra famiglia in generale, cosa vorresti egoisticamente in regalo come donna e mamma per Natale?! Perché, lo dobbiamo ricordare sempre a nostro avviso, di non perdere mai di vista che ogni tanto abbiamo bisogno di coccolarci anche noi! Sei d’accordo?!

Tempo? Vorrei una macchina del tempo per poter tornare indietro, andare avanti o fermarmi a mio piacimento. E poi spero Babbo Natale mi regali un corso di canto, cosa che sogno da sempre!

     
    Capito?!
    Ora avete le idee un po' più chiare sul punto di vista della nostra ZigZagMOM su alcuni aspetti del quotidiano e spunti interessanti di riflessione anche per tutti noi (oltre a sapere cosa ha scritto nella sua lettera a Babbo Natale ieri notte...!)?!
     
    Grazie mille da parte nostra, carissima Sabina!!!
     
     
    More info su:
    contact@zigzagmom.com
    http://www.zigzagmom.com/
    fb: @zigzagmom
     
     
    Stay Tuned per la prossima intervista...e...BUON NATALE!!!
     
     
    Anna&TeamLAM!
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